Lo stress rappresenta una risposta fisiologica normale dell’organismo a tutte quelle sfide, difficoltà o sollecitazioni interne ed esterne che possono accadere nella vita: si tratta quindi di un meccanismo innato di adattamento che permette di reagire rapidamente al variare delle circostanze, permettendo di sopravvivere ai pericoli e alle difficoltà.
Lo scopo della reazione di stress è quella di fornire all’organismo, in tempi rapidi, l’energia ed i mezzi per fronteggiare la situazione.
È un processo che coinvolge tutto l’organismo e in particolare il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario. Si tratta di sistemi interdipendenti che, come ha dimostrato la recente disciplina della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), una volta attivati dallo stimolo stressante, preparano l’organismo a “combattere” o a “fuggire”.
Per difendersi da un pericolo reale o immaginario e predisporsi all’attacco o alla fuga, nell’organismo si attivano, sia attraverso la via nervosa del sistema nervoso simpatico che quella chimica (rilascio di cortisolo e di altre sostanze dello stress), tutte quelle funzioni come l’aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della funzione respiratoria, della liberazione di glucosio nel sangue- essenziali per fronteggiare la situazione. Al contempo, altre funzioni come quella digestiva, riproduttiva ed immunitaria, vengono messe a riposo.
I complessi processi che si attivano nel corpo e nella mente fanno sì che la risposta di stress sia molto efficace in situazioni acute ma, laddove lo stress diventi cronico, è facile intuire che tutto questo possa tradursi in condizioni potenzialmente dannose. In particolare l’effetto dello stress sulla funzione immunologica, può essere alla base di tanti disturbi più o meno gravi, dai disturbi cardiaci al cancro.
Ecco perché lo stress cronico è considerato un co-fattore di malattia.
Non si può non considerare poi il fatto che lo stress acuto ma soprattutto quello cronico provoca, attraverso varie modalità tra cui l’esposizione delle cellule cerebrali ai glucocorticoidi, cambiamenti persistenti e significativi dell’espressione dei geni.
Modificazioni epigenetiche sono state riscontrate nelle cellule cerebrali di roditori sottoposti a diverse tipologie di stress: queste evidenze possono suggerire come cambiamenti strutturali su base epigenetica possano rendere più vulnerabili alcuni soggetti, esposti per esempio in età infantile a condizioni stressanti, a sviluppare patologie o disturbi come l’ansia e la depressione.
Lo stress cronico è considerato un co-fattore di malattia per numerosi disturbi: da quelli cardiaci, a quelli gastrointestinali, dalle malattie autoimmuni al cancro, ai disturbi endocrinologici e neurologici.
Medico, Psichiatra, Psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico, formazione EMDR. Insegnante certificato di programmi Mindfulness e self compassion.