In genere, ci si avvicina alla Mindfulness perché ci si sente stressati, infelici, troppo irritabili e affaticati. Oppure si è alla ricerca di una strada, di un metodo per diventare più calmi, più sereni, più concentrati e attenti.
Quando ci si iscrive ad un Corso di Mindfulness, l’invito che ci si sente di rivolgere è quello di non avere aspettative, di non perseguire un obiettivo preciso.
La Mindfulness può aiutarci chiedendoci di dimenticarci dell’obiettivo e delle aspettative e aiutandoci ad abitare il presente, il qui ed ora, volgendoci verso ciò che incontriamo in noi, piacevole o doloroso che sia. Diversamente da quello che siamo abituati a fare in presenza di dolore o di qualcosa che non ci piace, come ad esempio cercare di evitare, di distrarci, di non pensare o al contrario di immergerci in una catena di pensieri negativi che finiscono per imprigionarci, l’invito della Mindfulness è controintuitivo.
Possiamo così scoprire un modo nuovo, meno teso e oppositivo, per stare anche con la scomodità o il dolore o la fatica. Non evitando, ma incontrando, non rifiutando, ma accogliendo, non essendone sopraffatti, ma governando.
Se non è possibile eliminare lo stress dalla nostra vita o sfuggire alla sofferenza nelle sue diverse forme, è possibile tuttavia scoprire un modo diverso e più salutare per viverli.
Medico, Psichiatra, Psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico, formazione EMDR. Insegnante certificato di programmi Mindfulness e self compassion.