Nella cultura occidentale, la diffusione della Mindfulness si deve principalmente a Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare e professore alla School of Medicine dell’Università del Massachussets. Praticante zen e di yoga, Kabat-Zinn è ben consapevole dei tanti benefici della pratica meditativa, ma anche delle perplessità e della diffidenza degli occidentali nei confronti di una tradizione così lontana ed “estranea”. Durante un ritiro, ha l’intuizione di proporre ad un pubblico occidentale un insieme di pratiche meditative buddhiste in una forma laica, senza riferimenti spirituali o religiosi, e con un linguaggio semplice e ordinario: l’intenzione è quella di offrire un modo diverso per relazionarsi alla propria esperienza e per prendersi cura di sé, a persone sofferenti di dolore cronico o di altre forme di stress.
Nasce così il programma per la riduzione dello stress basato sulla Mindfulness (Mindfulness-based Stress Reduction o MBSR).
Si tratta di un percorso gruppale di nove incontri in otto settimane, per aiutare le persone a gestire meglio lo stress quotidiano e le diverse situazioni di dolore, insoddisfazione e disagio esistenziale. Il protocollo consiste in un insieme di pratiche meditative, esercizi yoga, cenni teorici sulla fisiologia dello stress e momenti di condivisione tra i partecipanti.
Fin dall’inizio, il programma è sottoposto a validazione scientifica per valutarne l’efficacia: appare subito chiaro che la pratica di Mindfulness, se portata avanti con costanza e disciplina, produce benefici rilevanti sulla salute fisica e psicologica.
Dal 1979 ad oggi il programma MBSR è stato applicato in tutto il mondo in centinaia di ospedali e centri medici, in contesti aziendali e formativi (dalla scuola primaria all’università; dalla formazione professionale degli insegnanti a quella degli operatori sanitari), in ambiti riabilitativi come le carceri o i centri per i rifugiati e quelli di prevenzione dello stress e del burn-out.
A partire dal programma MBSR, sono stati sviluppati nel corso degli anni numerosi altri protocolli basati sulla Mindfulness.
Tra i più celebri e diffusi possiamo ricordare Il programma MBCT-Mindfulness Based Cognitive Therapy for depressive relapse (in italiano, Programma di terapia cognitiva basata sulla Mindfulness per le ricadute depressive) messo a punto da Mark Williams (Università di Oxford, U.K.), John Teasdale (Università di Cambridge, U.K.) e Zindel Segal (Università di Toronto, Canada). Si tratta di un programma fondato sullo schema dell’MBSR a cui si sommano elementi provenienti dalla terapia cognitiva. Se pur rivolto principalmente a persone che soffrono di Disturbo Depressivo Maggiore per ridurre l’occorrenza di ricadute (purtroppo frequenti in chi soffre di depressione), ha mostrato di essere efficace anche nei casi d’ansia e di disturbo ossessivo-compulsivo. Durante le otto settimane di corso, i partecipanti apprendono, attraverso la Mindfulness, a riconoscere meglio i meccanismi che sono alla base delle ricadute depressive e a rispondere in modo nuovo e più salutare. Il programma MBCT, come l’MBSR, ha accumulato molte prove scientifiche di efficacia e validità, al punto da essere un intervento raccomandato dalle linee guida dei sistemi sanitari di diversi Paesi tra cui la Gran Bretagna.
Partendo dal programma MBCT, sono stati sviluppati protocolli specifici come quello per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (Didonna, 2019) e il programma rivolto a pazienti oncologici Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Cancer-MBCT-Ca (Bartley, 2012). Sempre più numerose evidenze scientifiche suggeriscono l’utilità e l’efficacia di programmi basati sulla Mindfulness per ridurre l’impatto negativo del cancro e dei trattamenti oncologici.
Sono stati poi sviluppati programmi di Mindful Eating per aiutare a promuovere scelte e comportamenti alimentari più consapevoli e salutari; programmi di Mindful Movement per estendere i benefici della pratica di Mindfulness all’attività fisica.
I programmi di Mindful Eating hanno avuto una rapida diffusione e aiutano a recuperare un rapporto diverso con il cibo e con il proprio corpo, a stabilire abitudini alimentari salutari e a promuovere scelte responsabili rispetto alla scelta dei cibi.
Tra i programmi di Mindful Eating più popolari troviamo il Mindfulness-Based Eating Awareness Training o MB-EAT (MB-EAT, Kristeller & Hallet, 1999; Kristeller & Wolver, 2011), ideato e validato da Jean Kristeller nel 1999 e fondato sull’integrazione di concetti provenienti dalla psicoterapia cognitivo-comportamentale, la teoria dell’autoregolazione di Schwartz (1975) e le pratiche della Mindfulness.
Un altro programma di mindful eating molto diffuso è il ME-CL Mindful Eating-Conscious Living di Jan Chozen Bays, medico pediatra e maestro Zen e Char Wilkins, psicoterapeuta e insegnante MBSR e MBCT.
I programmi di Mindful Eating promuovono un approccio consapevole al corpo e al proprio modo di mangiare: attraverso pratiche di meditazione guidate, l’ascolto di sensazioni corporee (come quelle di fame, sazietà, soddisfazione, pienezza), esercizi ed esperienze dirette con il cibo, si apprende a riconoscere i vari tipi di fame, a riconoscere la fame nervosa e a gestire meglio le emozioni e lo stress senza utilizzare il cibo.
I corsi di Mindful Eating aiutano a migliorare il rapporto con il cibo e con il corpo, ad essere più consapevole dei propri schemi reattivi e a gestire meglio le emozioni difficili e lo stress.
Medico, Psichiatra, Psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico, formazione EMDR. Insegnante certificato di programmi Mindfulness e self compassion.